Da Carris l’annuncio di una fuoriserie molto particolare
L’annuncio per Carris, il trasporto pubblico di Lisbona è stato pubblicato esclusivamente su riviste del settore automobilistico.
Trovato qui
Le avventure del sacchetto di plastica
La California potrebbe fermare lo spreco annuale di oltre 19 miliardi di sacchetti di plastica utilizzati dagli abitanti del golden state per fare la spesa. Per farlo, i cittadini sono chiamati a fare pressione sui governanti locali per far passare una legge chiamata AB 1998, tramite la quale verrebbero proposte alternative ecosostenibili a quello che sta diventando un grosso problema ambientale.
Il video è un piccolo capolavoro, nonché un esempio di buon contenuto virale che fa il suo dovere: sta riscuotendo un enorme successo nella West Coast, ed una grande copertura mediatica sul tema. Il particolare punto di vista, quello di un sacchetto di plastica, da vita ad una narrazione decisamente intrigante: da quando il plastic bag viene gettato, a quando, “finalmente”, arriva al mare, tra milioni e milioni di suoi simili.
L’iniziativa perte da Heal The Bay, un gruppo di ambientalisti che hanno a cuore l’ecosistema dell’Oceano Pacifico in prossimità dell’area di Los Angeles.
Aziende italiane e social media: compila il questionario e partecipa al sondaggio!
Cari amici, vi invitiamo a partecipare ad un progetto che stiamo supportando con molto piacere. Si tratta di un questionario sul rapporto fra aziende e Social Media in Italia che servirà a Tiziano Tassi, un laureando in Marketing e Business Strategy a Parma, per la sua tesi in gestione delle community online e presenza in luoghi virtuali di proprietà di brand e aziende.
La ricerca di tesi verte nel capire meglio quali sono le implicazioni manageriali nella gestione delle community online su piattaforme di proprietà e piattaforme sviluppate su siti di terzi. Domande come “Quali sono le scelte che stanno facendo le aziende oggi? E quali sono le loro aspettative?” mirano sia a capire il presente che a focalizzare l’analisi sul futuro. Le scelte di oggi, prese a volte come decisioni di breve periodo, possono infatti risultare in realtà strategiche e incanalare l’azienda verso i problemi “domani”.
Con questo sondaggio l’autore punta a capire se le imprese hanno questo problema nel presente, se lo considerano un problema e se vedono i social media come un’opportunità o una minaccia.
Rispondendo al questionario quindi non solo aiuterete Tiziano per il suo lavoro, ma contribuirete ad una ricerca i cui risultati saranno di grande interesse per tutti noi!
Oltre a questo questionario Tiziano sta effettuando anche un sondaggio in una community di un brand del largo consumo per capire se gli utenti cercano vantaggi relazionali o economici nell’interazione nelle community. A ciò si aggiunge anche l’analisi di due casi di brand di punta nel mondo delle due e quattro ruote, che hanno sostanzialmente avuto un atteggiamento differente nella gestione della loro presenza social.
Al termine della sua ricerca, Tiziano ci darà i risultati in esclusiva e li pubblicheremo su Ninjamarketing per condividerli con tutti voi!
Potete compilare il questionario attraverso questo link: http://bit.ly/NinjaQ
Vi invitiamo caldamente a partecipare, ringraziandovi in anticipo per il vostro contributo!
Trash Marketing per l’abbigliamento locale di Toppabella
Ieri ci siamo imbattuti in questo spot realizzato per la “Toppabella”, una nuova casa di abbigliamento cult per giovanissime.
Lo spot, dietro cui c’è lo zampino di Gianfranco Marziano (sigla e montaggio) e Mario Perrotta(disegni, disegno e ideazione del logo della toppabella ed elaborazioni grafiche), sembra sia in programamzione su diverse reti locali campane.
La domanda che vi facciamo è: si tratta di Marketing Tribale che recupera i lunguaggi dal basso per parlare al proprio target nelal sua lingua, o invece è un semplice elogio del Trash?
Attendiamo il vostro parere, noi non abbiamo ancora preso posizione!
Miso: la social TV arriva sui nostri schermi
Il già citato Facebook Places deve ancora fare il suo debutto in terra italica e siete già stanchi dei paragoni con Foursquare (per un ripasso date un’occhiata qui)?
Bene, allora spostiamo un attimo la questione check-in dai luoghi fisici (aeroporti compresi dato che le ferie sono già finite per molti…) agli schermi.
Conoscete già Miso?Si tratta del primo social network interamente dedicato alla visione. State guardando un programma in TV o un film? Basta cercarlo nel database di Miso ed effettuare il check-in per guadagnare badges, trovare nuovi amici e condividere la vostra dieta audiovisiva sui social networks.
Promette davvero bene la neonata creatura del social landscape e non è difficile immaginare quali usi commerciali e promozionali possano esserne fatti in futuro (intanto trovate qui l’intervista al CEO di Miso, Somrat Nyogi).
D’altra parte che la TV e i film fossero sempre più social network oriented era evidente: da Sony agli archivi personalizzati di Mubi - premiati, come vi avevamo raccontato, agli ultimi Webby Awards – fino alla Google TV e alla vociferata Apple TV il percorso è stato interessante.
Sempre più, inoltre, si va verso un consumo condiviso degli audiovisivi: lo aveva già dimostrato FoxPop ma continuano a farlo le finestre di commento che accompagnano spesso gli eventi in streaming su Facebook ed altre piattaforme social, così come gli hashtag su Twitter.
C’è anche un precedente di Miso: Tunerfish, promosso da Comcast, che aveva fatto il suo debutto di eccellenza con True Blood lo scorso giugno. Film e serie TV originano vere e proprie “cerimonie mediali” – come spiegato dall’ottimo Prof. Giovanni Boccia Artieri – e gli utenti sono coinvolti attivamente in ciascuna fase di vita di questi prodotti: dalla loro promozione (Lost ne è stato un esempio letteralmente fino alla fine) alla loro fruizione, mai come adesso risulta evidente la forte componente di user engagement da essi generata.
Nell’ambito entertainemnt, peraltro, il crowdsourcing trova un grande esempio di successo con il celebratissimo Shazam (e la versione “a premi” sbarcata su iPad) e sembra essere la chiave per un reale empowerment degli utenti.
Insomma, la caccia al badge è aperta! Encore.
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Blogger di tutto il mondo unitevi: arriva il quarto Blog Day!
Da quattro anni a questa parte il 31 agosto è il Blog Day, giornata mondiale dedicata ai bloggers.
L’idea è quella di far conscere i blogger, dare loro visibilità e possibilità di scoprire nuovi interessi.
Il meccanismo è semplice, ecco le istruzioni tratte dal sito italiano:
- Trova 5 nuovi blog che consideri interessanti.
- Notifica ai 5 blogger che li raccomanderai durante il BlogDay 2010.
- Scrivi una breve descrizione dei blog e inserisci un collegamento ai blog raccomandati.
- Scrivi il BlogDay Post (il 31 Agosto)
- Aggiungi il tag del BlogDay usando questo collegamento: http://technorati.com/tag/blogday2010 e un collegamento al sito del BlogDay blogday.org
Quali sono i vostri suggerimenti?
Comunicazione e linguaggi da Giotto a Facebook in Umbria dall’1 al 5 Settembre
Dall’1 al 5 settembre 2010 le città di Assisi e Bastia Umbra ospitano un evento di altissimo livello. Stiamo parlando del festival “Comunicazione e linguaggi. Da Giotto a facebook”, organizzato dall’associazione culturale Oicos Riflessioni, in collaborazione con le due amministrazioni comunali.
Il programma prenderà in esame il percorso all’interno del quale l’umanità modifica i propri linguaggi, il suo modo di comunicare e, dunque, anche il proprio stato culturale-antropologico dal ciclo pittorico di Giotto all’utilizzo del social network.
Come spiega Paolo Ansideri, presidente dell’associazione culturale Oicos Riflessioni, “l’assunto di base è che il mondo del digitale ribalti la piramide della diffusione culturale, mostrando concretamente come lo strumento di comunicazione funga da elemento conduttore del sapere in grado di modificare strutturalmente il comportamento linguistico, culturale e sociale. Allora, nel mondo del web, la filosofia contemporanea può ancora seguire gli schemi di quella classica? La diffusione delle notizie è influenzata dall’accesso bilaterale ai mezzi d’informazione? Come si rapporta la politica alla comunità virtuale che crea agglomeratitransnazionali in grado di valicare on-line le legislazioni degli stati nazionali? La socialità è trasformata dal sistema 2.0?.”
Le giornate di Comunicazione e linguaggi seguiranno uno schema diviso in tre momenti: al mattino sono programmati diversi workshop, mentre le ore pomeridiane e serali sono riservate a conferenze, convegni e dibattiti aperti al pubblico. Alcuni appuntamenti prevedono l’iscrizione per la partecipazione, ma per tutti è previsto l’ingresso gratuito.
Di tutto rilievo la line-up degli ospiti che interverranno: Alessandro Baricco, Giuseppe Basile, Roberto Battiston, Gianni Berengo Gardin, Giovanni Boccia Altieri, Massimo Cacciari, Omar Calabrese, Lorenzo Chiuchiù, Philippe Daverio, Gianni Garrera, Giuseppe Granieri, Andrea Jengo, Sergio Maistrello, Giacomo Marramao, Eva Pietroni, Luca Ponzio, Emanuele Severino, Marco Tarquinio, Marcello Veneziani e Guido Vetere.
A rendere ancor più interessante l’evento la coincidenza, parallelamente al festival, del 1° meeting nazionale dei gruppi culturali su facebook. Si tratta della prima occasione di ritrovo della rete dei gruppi culturali e filosofici ospiti del social network, che attualmente conta oltre 8.000 iscritti. Ansideri sottolinea come “la rete nasce dall’incontro virtuale tra l’associazione umbra Oicos e quella veneta AttivaMente, presieduta da Gabriele Zuppa, che hanno creato gruppi culturali su facebook formando così comunità virtuali regionali.
A amministrare i gruppi sono stati chiamati residenti locali, interessati, professionalmente o amatorialmente, alla diffusione di notizie riguardanti eventi nazionali e locali. Oltre allo scopo puramente informativo, la rete dei gruppi crea al contempo un grande blog, rappresentando uno spazio dedicato al confronto sulle tematiche suscitate dalla discussione in rete o dagli eventi segnalati. E’ da questa conformazione strutturale della rete che ha origine la sezione che il festival “Comunicazione e linguaggi. Da Giotto a facebook” dedica al meeting e ai workshop, frutto e sintesi della discussione culturale on line, che esce dal virtuale per farsi reale.
Si tratta, insomma, del fenomeno stesso oggetto del festival, che trae origine dal social network e che tramite questo strumento di comunicazione individua la propria programmazione e la propria modalità di svolgimento. Tutto sotto gli occhi e grazie al contributo del popolo del web. Il social network come nuovo format culturale. E’ la prima volta che accade in Italia”.
Si tratta dunque di un evento interessantissimo, con tantissimi ospiti di alto livello: se vi trovate da quelle parti vi consigliamo vivamente di partecipare. Se proprio non potete, su Ninjamarketing troverete la cronaca del Ninja-inviato Sutsukai!
Sul sito di Oicos Riflessioni maggiori informazioni e il programma dettagliato delle giornate.
Quello che abbiamo imparato quest’anno: l’evoluzione è la nostra strada
Carissimi Guerrieri,
come spesso accade a fine anno lavorativo, questi giorni prima delle vacanze ci stimolano riflessioni, valutazioni, bilanci.
Il tutto finalizzato, oltre che a metabolizzare le ferite e la stanchezza della battaglia di un altro anno che è passato – ad innaffiare il seme della nuova determinazione, che mai abbandona un Ninja, ma che anzi si rafforza in questi momenti di quiete per il consueto rilancio di settembre.
Cosa abbiamo imparato in questo anno di difficili battaglie? Quale nuova consapevolezza è maturata nei nostri cuori? Avremo preso schiaffi dalla vita, qualche porta si sarà chiusa davanti a noi, qualche progetto non sarà andato in porto, ma sappiamo che tutto quello che sta accadendo serve a insegnarci qualcosa.
Ancora una volta noi Ninja abbiamo imparato che la cosa più importante sono i nostri rapporti umani, e che se ancora saremo uniti nulla potrà scalfirci: perché fuori la tempesta potrà cercare di fermarci, ma dentro saremo calmi e gioiosi, ancora più di prima.
E allora non conterà aver fatto un passo indietro: come il Re Leone, quel passo servirà a ritrovare un nuovo equilibrio per fare un nuovo balzo in avanti, fuori e dentro di noi.
E’ questo il “salto quantico” che stiamo affrontando. Più importante di ogni cosa esterna, è dentro di noi che dobbiamo lavorare, perchè ogni transizione porta con se cambiamenti, e a volte sofferenza, ma le difficoltà non possono scalfire il cuore di chi “sa chi è e qual è la sua missione” lungo questo percorso di vita.
Non perdiamo di vista i nostri valori, continuiamo a studiare, a migliorare, a pregare e vedremo che la nostra vita avanza, ancora, ogni giorno. Se sapremo assumerci la responsabilità di questo cambiamento, sapremo essere i fari che illuminano il cammino non solo delle persone intorno a noi, ma di tanti altri studenti, imprenditori, giovani, talenti che hanno deciso di non rassegnarsi, di continuare a lottare mantenendo il volto sorridente, nonostante intorno tutto sembri spingere contro.
Da settembre Ninja Marketing ripartirà con la sua consueta missione, reinvestendo ancora una volta su di sè, sulle proprie risorse, sui propri affezionati sostenitori: continueremo a creare, ad alimentare, a stimolare, a distribuire conoscenza per contribuire al cambiamento, all’evoluzione, al “salto quantico”.
Per ora via auguriamo di ritrovare dentro voi stessi ancora una nuova determinazione e di ripartire a settembre con noi più forti e gioiosi che mai.
Buone vacanze. Be Ninja.
Random PostsOh My God What Happened: buone vacanze con la guida all’era digitale per i marketers
Cari guerrieri,
anche noi Ninja ogni tanto abbiamo bisogno di un periodo di pausa per ritemprare le membra e soprattuto le menti, in modo da tornare in forma e continuare a fare del nostro meglio per proporvi contenuti che – speriamo! – siano di vostro interesse.
Ci prenderemo quindi qualche settimana di vacanza, nel corso della quale qualche Ninja andrà al mare, qualcun altro fuggirà verso luoghi più freschi per sfuggire all’afa e ci sarà anche chi penserà a voi, partecipando ad un evento per poi raccontarvelo al rientro!;)
Vi lasciamo con un’ottima lettura estiva: la guida per far orientare i marketers nell’era del web 2.0!
Un saluto e un augurio di buone vacanze da parte dei Maestri Ninja Kiko Hattori Hanzo e Alex Hokuto No Ken e da tutti noi membri del Clan, ci rivediamo fra un mesetto con una grande novità!
Oh My God What Happened è un libro pensato per aiutare i pubblicitari e coloro che si occupano di marketing tradizionale a muovere i primi passi verso l’era digitale fornendo gli strumenti per creare campagne che raggiungono l’audience moderna.
Gli autori fanno parte della squadra di Innovative Thunder, specializzata in marketing innovativo e che ha ormai accumulato grande esperienza lavorando con tre delle agenzie di marketing più famose al mondo – Jung Von Matt, Crispin Porter + Bogusky, e R/GA di New York.
In cambio del download gratuito del libro, il gruppo ha chiesto alle persone di postare un tweet su di esso. Ecco subito quindi la prima dritta su come sfruttare al meglio i nuovi media!
La situazione attuale vede i media digitali come più di un passatempo, come elementi che hanno un impatto forte sulla vita di ogni persona rispetto al passato. E’ un momento di cambiamento dove la generazione si evolve e cresce con i new media. Per questo motivo le industrie devono adattarsi a questi cambiamenti visto che non è più possibile raggiungere l’audience con i significati e i metodi del passato.
Il libro parte da un’ evoluzione dei new media che inizia dalla nascita di Internet fino all’arrivo dei social network e degli iPhone. Calcola un aumento dell’investimento nei media mobile del +18% e nella pubblicità online del + 9%.
Questi dati ci indicano il motivo per cui ognuno dovrebbe avere una comprensione su ciò che il digitale rappresenta senza aver paura di dover abbandonare la propria zona di comfort nella quale si è abituati a muoversi tradizionalmente. Ormai, sempre più spesso, i clienti chiedono campagne integrate alle proprie agenzie e i creativi senza alcuna esperienza rischiano di perdere la possibilità di cimentarvisi.
Nella seconda parte il libro fornisce una serie di indicazioni generali per poter approcciare al mondo dei nuovi media. Per esempio suggerisce di testare il funzionamento di una campagna andando a verificare se oltre che sulla carta stampata possa funzionare anche sul web. Solo in questo modo infatti sapremo quale può essere il potenziale dell’idea. Dobbiamo ricordarci inoltre che una volta messa in rete la campagna diventa globale.
Ognuno infatti possiede Internet ed è in grado di valutare l’operato delle aziende. Il target di riferimento però in questo modo, grazie all’avvento dei social network, passa da un “target gruppo” a un “target individuo”, in quanto oggi è possibile identificare i comportamenti singoli degli individui e creare comunicazioni su misura che colpiscono le persone all’interno della propria sfera. L’importante è che il brand mantenga l’onesta perché se mente, ci sarà sempre qualcuno che lo scoprirà e spargerà la notizia via Twitter.
Nella terza parte troviamo una visione su quelle che dovrebbero essere le tecnologie da implementare all’interno di una campagna marketing online. Le migliori tecnologie sono quelle di cui l’utilizzatore effettivamente non realizza l’esistenza. Sta facendo qualcosa senza pensarci perché fa semplicemente ciò che è abituato a fare. L’ideale è quello di non inserire troppi strumenti a supporto dell’idea, ma piuttosto sceglierne pochi, ma semplici in modo da poter veicolare più facilmente le nostre intenzioni.
Successivamente, nella quarta parte, il libro si propone di fornire dei suggerimenti per lo sviluppo di idee vincenti. Anche qui, come per gli strumenti, l’ideale è di concretizzare una sola idea tra le tante che ci sono balenate per la testa. Ogni idee infatti deve essere in grado di sostenersi da sola. Nel caso di un’idea Web, ognuna dovrebbe avere il proprio website, la propria e-mail e la propria applicazione e il proprio nome e non dovrebbe essere nascosta da tutte le altre.
Ciò che dobbiamo fare è solo concepire un concept straordinario, dopodiché se questo otterrà il consenso della gente potrà diventare virale e godere del passaparola. Non programmate di essere virali, ma piuttosto di essere spettacolari. Ovviamente il virale ha bisogno di qualche piccola “iniezione”, perché il contenuto deve essere inizialmente spinto.
Nell’ultima parte sono stati offerti alcuni esempi degli ultimi fenomeni online come quello di Farmville e Word of Warcraft per quanto riguarda alcune delle applicazioni più famose online. Ciò a significare che prossimamente ogni cosa sarà digitale, dalla TV, alle foto, ai libri. Se sei rimasto alle tradizioni, dovresti fare esperienza nel campo del digitale il prima possibile perché presto tutto cambierà.
Qui potete “pagare” il vostro libro con un tweet e scaricarlo quindi gratuitamente!
Con Dove lo specchio diventa uno strumento di marketing
“Specchio specchio delle mie brame…chi è la più bella del reame?”, una frase resa famosa dalla fiaba di Biancaneve che sottolinea la vanitosità, una caratteristica associata spesso al sesso femminile, ma che spinge un pò tutti a specchiarsi appena si può.
I creativi dell’agenzia Ogilvy&Mather, forse, avranno preso proprio da qui l’ispirazione per realizzare l’ultima iniziativa di marketing non convenzionale per Dove. Un’idea originale nata con un obiettivo preciso : invitare alla prova dei campioni gratuiti del Dove Body Milk distribuiti negli alberghi contrastando la tendenza che vede invece i sampling rimanere inutilizzati e, come spesso accade, riposti nelle borse e nei beauty case per essere poi dimenticati.
Una sfida ambiziosa, se si pensa che questa sorte è destinata milioni di campioncini di vari prodotti, per la quale, però, è necessaria la collaborazione del personale degli hotel che dovrà scrivere uno specifico messaggio sullo specchio del bagno utilizzando lo speciale pennarello, creato ad-hoc e ideato proprio per essere visibile solo quando la superficie riflettente è appannata dal calore. L’ospite appena uscito dalla doccia vedrà comparire il messaggio “after a hot shower your skin will love Dove Body Milk” che invita a provare il Latte per il corpo targato Dove.
Al di là dell’ invasività che può essere attribuita a questa azione di ambient marketing, però. c’è da dire che l’effetto sopresa non potrà fare altro che far ricordare questa esperienza e, quindi, rafforzare l’immagine del prodotto.
Day Re, il rotolo ecologico diventa un’agenda!
Simpatica l’idea venuta al designer Kim Ji-eun, che ha pensato al riutilizzo del rotolo di carta igienica in stile eco-friendly. Con Day Re terminata la carta è possibile utilizzare il rotolo come agenda/block notes per prendere appunti o per la spesa settimanale.
Visto qui
Arriva la Flash drive 100% ecologica grazie ad Emtec
Arriva sul mercato italiano Emtec M600, la flash drive ecologica interamente realizzata in PLA (Polimero ricavato dalla fermentazione dell’amido di mais).
Questo il comunicato ufficiale di presentazione del prodotto: “Le molecole di glucosio presenti nelle fibre vegetali o nell’amido fermentano diventando acido lattico che successivamente, dopo un processo di polimerizzazione si trasforma in PLA. Dopo l’utilizzo, il PLA viene sintetizzato dai microorganismi presenti in natura per essere poi trasformato in CO2 e acqua. Non inquina e anzi protegge l’ambiente circostante”.
La chiavetta Emtec M600 è inoltre compatibile con i sistemi operativi Windows 98SE, 2000, XP, ME, Vista e 7, Linux e Mac OS e viene venduta in un packaging che utilizza materiali riciclabili al 100%, comprese le vernici per la serigrafia realizzate con inchiostri di soia.
Le aziende (dopo la Flash drive Hoshino) sono sempre più orientate all’eco-compatibilità.
Trovata qui
Due tecnologie di augmented reality potrebbero cambiare il nostro futuro
Si può dire che l’Augmented Reality è una tecnologia che raggiunge oggi la sua maturità e che sta definitivamente entrando sul mercato. Allo stato attuale, l’augmented reality riesce a ricoprire di informazioni aggiuntive la vostra vita quotidiana.
Nell’ultimo romanzo di Vernor Vinge “Rainbows End”, l’autore immagina un mondo in cui tutti hanno dentro i loro occhiali o vestiti un micro-computer collegato in rete.
Questi computer indossabili offrono possibilità innumerevoli a chi li utilizza, come avere informazioni da Google proiettate direttamente sulle loro lenti, o trasformare lo spazio libero in un paesaggio straordinario popolato di Pokemon pronti a lottare. Questi sono scenari di augmented reality.
Ora, la nostra tecnologia permette ad esperienze come queste di essere realizzate davvero, usando gli smartphone come una semplice interfaccia.
In questo video abbiamo la dimostrazione di un software chiamato Layar che funziona su Android/Google-powered G1.
Potete puntare la vostra camera su una strada e chiedere informazione sugli edifici o sui negozi presenti nei dintorni in un raggio di qualche chilometro.
Cosa significa una cosa del genere per il nostro futuro? Vuol dire che nelle città vivremo in Augmented Reality. Se abbastanza persone inseriscono dati nelle applicazioni come Layar, sarà possibile fare un giro in una città sconosciuta senza problemi: il vostro cellulare vi guiderà nei posti più interessanti, che potrebbero essere classificati secondo le informazioni o i messaggi lasciati dai vostri amici.
Ovviamente comparirebbero presto anche spam e pubblicità legate all’AR. I proprietari di un negozio potrebbero inserire delle insegne virtuali all’esterno dei loro negozi, che vi informerebbero sugli sconti quando ci passate davanti. O, per esempio, un sito di un’agenzia di viaggio potrebbe bombardarvi di messaggi fuori dai negozi che vendono bagagli.
In questo video invece potete vedere una dimostrazione di un software di design chiamato ARToolWorks che è stato pubblicato su Gizmodo.
Quest’applicazione vi permette di disegnare degli oggetti in 3D all’interno delle scene che riprendete tramite la videocamera del vostro cellulare. Quindi potreste far comparire dei robot che combattono nel bel mezzo delle vie di Amsterdam.
Questa tecnologia è particolarmente rilevante per i videogiochi. C’è anche un’applicazione per Iphone chiamata ARf, che crea un cane virtuale che può correre su qualsiasi superficie che riprendete con la camera del vostro cellulare.
Questo tipo di tecnologia renderà possibile giocare ai videogiochi all’aperto, usando il corpo del giocatore per correre invece delle dita per pigiare i bottoni. Potreste entrare in uno spazio di un gioco con altre persone dove si svolgerà una lotta tra cavalieri e draghi. Il software potrebbe far apparire i vostri amici con addosso un’armatura, e piazzare bestie pericolose dietro gli alberi o sui fianchi di una collina.
Il tutto potrebbe assomigliare alla foto iniziale del post, che è stata scattata durante una sfilata: persone reali e creature immaginarie potrebbero muoversi nello stesso spazio fisico.
Il vostro mondo immaginario diventerà un velo sulla realtà: questo è ciò che internet potrà diventare tra qualche decennio, se l’augmented reality raggiungerà i risultati previsti.
Olympus Stylus Tough: una fotocamera estrema
L’agenzia Mullen di Boston firma la campagna televisiva per la nuova Olympus Stylus Tough, una fotocamera in grado di resistere a sollecitazioni come cadute, lavaggi, immersioni, pressioni.
La campagna è composta da più video, uno per ogni super-potere di questa super-fotocamera.
Ecco gli altri video:
Trovato qui
Microsoft sfida Google Street View con Street Slide
E’ stato presentato al SIGGRAPH 2010 Street Slide, la nuova tecnologia di Microsoft che si propone di sfidare Google Street View.
L’importante innovazione, che consente di trovare il luogo che si cerca in 17 secondi in meno rispetto a Street View, è la multiprospettiva. Con Street Slide è possibile infatti cambiare completamente la prospettiva della camera invece di “muoversi” semplicemente dal punto di partenza.
Non vi è chiaro? Ecco il video che evidenzia le differenze tra la nuova e la vecchia tecnologia:
Inoltre è già stata messa a punto una versione per iPhone.
Trovato qui.
Omo: quando il brand ti pedina per premiarti!
Campagna promozionale alquanto inusuale in Brasile per il detersivo Omo (di proprietà dell’Unilever).
Sono stati collocati all’interno di alcune scatole di detersivo alcuni dispositivi Gps (che si attivano quando la confezione è stata presa dallo scaffale) in grado di tracciare il percorso fatto dal prodotto. Toccherà poi al personale incaricato andare a bussare alla porta dei vincitori e consegnare il premio, consistente in una videocamera ed una giornata di divertimento all’aria aperta sponsorizzata da Unilever.
Il ritorno in termini di vendite giustificherà l’investimento? Non lo sappiamo, ma sicuramente è qualcosa di diverso dalle solite promo!
Trovato qui
I 5 consigli per gestire al meglio un brand all’interno del Web
Prendiamo spunto da un bell’articolo di Mashable per raccontarvi le strategie attuate da numerose grandi aziende per la gestione dei propri brand online. Da queste case histories possiamo ricavare degli spunti interessanti per la definizione di alcune regole di condotta da attuare per scalare la strada del successo all’interno del Web.
Il primo consiglio arriva dal Product Manager di Starbucks, Brad Nelson, che ci dice che se è possibile trovare un tweet, una foto, o un blog che dice quello che stiamo tentando di dire, allora dobbiamo usare quel contenuto anziché riscriverlo di nostro pugno.
Questo porta ad ottenere due effetti positivi: da una parte, i lettori considereranno il commento come un elemento di approvazione esterna che porterà a una maggior interazione da parte della comunità e, dall’altro, la ricerca della visibilità dei propri contenuti da parte degli utilizzatori dei social network promuoverà lo sviluppo di un maggior numero di messaggi utili al brand.
Il secondo consiglio arriva dal Direttore dell’area Interactive Marketing dei Chicago Bulls, Jeremy Thum, secondo il quale ogni brand online ha più di una singola audience della quale preoccuparsi. Essere competitivi all’interno del panorama dei social media significa quindi creare negozi virtuali nei quali ritrovare i nostri fans. In questo modo non solo raggiungiamo in modo efficace i nostri target, ma andiamo a diluire la diffusione del brand online.
La terza regola ci viene suggerita da Joel Frey, Public Relation Manager di Travelcity, secondo il quale le marche devono fare attenzione a quanto accade a coloro nei quali ripongono la loro fiducia nella rappresentazione del brand online. Gli staff che lavorano all’interno dei social network, dovrebbero lasciarsi il proprio ego alle spalle. Per quanto riguarda il Costumer Care, il consiglio è quello di non lasciare mai che i propri membri abbiano reazioni istintive o utilizzino toni sarcastici nei confronti di un cliente online. L’ideale sarebbe quello di avere qualcuno che possa revisionare il vostro lavoro prima che venga postato in modo tale da non correre il rischio che possa risultare offensivo per il vostro pubblico.
Il quarto consiglio sta nella semplicità di trovare la giusta nicchia. Questo è ciò che è accaduto a Virgin America che ha saputo sfruttare la conoscenza della propria base clienti per ampliare le strategie di gestione del marchio. Il Marketing Manager, Bowen Payson, dice che la chiave del successo è comprendere come i consumatori possano rispondere differentemente alle iniziative di marketing di nicchia rispetto ad altri sforzi più ampi. Ciò significa che tutto ciò non riguarda solamente il targeting e il posizionamento, ma anche il brand e l’allineamento demografico.
Quinta e ultima regola? Il Responsabile del servizio Internet dei San Diego Chargers, Joel Price, ammette che spesso lo staff dei social media ha il compito di dover sopportare il peso di una vittoria o di una perdita e di dover portare tutto sulle proprie spalle. Nello sport se vinci sei amato, ma se perdi non puoi fare nulla di giusto. Potreste non essere in grado di cambiare tutto ciò che la gente vorrebbe, ma almeno facendo attenzione, otterrete rispetto per il marchio che gestite.
Nasce NetStArt, business e condivisione creativa su Punto Informatico
E’ nata da poco NestStArt, rubrica quindicinale (esce di mercoledì) di Punto Informatico che si propone come punto di partenza per un “NetStArt artistico e tecnologico”.
Non solo hacker, artisti e attivisti però. Tatiana Bazzichelli, curatrice della rubrica, promette di affrontare anche temi riguardanti le community e i network in relazione al mercato. Contaminazioni tra business e condivisione creativa, quindi, in bilico fra visione orizzontale e verticale.
Le premesse per un appuntamento interessante ci sono tutte!
Qui trovate il post inaugurale.
Ebay Fashion, una iPhone app per creare il tuo look
Ebay Fashion è la nuova applicazione per iPhone che ti aiuta a creare il tuo look.
Questa app sembra avere una soluzione per alcuni dei punti deboli dell’e-shopping di abbigliamento. Si vede un articolo su un sito web ma ci si domanda: “Come mi starebbe?”, “Con cosa potrei abbinarlo?”, “Cosa ne penserebbero le mie amiche?”.
Ebay Fashion integra funzioni classiche come la ricerca di abbigliamento, calzature e accessori, con nuove funzioni come Closet, che offre la possibilità di salvare gli articoli preferiti, abbinandoli tra loro per creare un total look, Fashion Vault per trovare sconti fino al 70% e Try on per provarli su una propria foto scattata con la fotocamera dell’iPhone, quasi come se foste in un vero negozio.
E i consigli delle amiche? È sufficiente condividere il tutto su Facebook, Twitter o via e-mail.
Trovato qui.